Le castagne sono i frutti dell’albero Castagnacea sativum, comunemente chiamata ippocastano.
Frutto, tra l’altro, con origini molto antiche, Secondo alcuni ritrovamenti di reperti fossili furono i Romani a scoprirle, le chiamavano “Ghiande di Giove” e grazie a loro si diffusero nel Nord Europa.
Se ne trovano molte lungo l‘appennino bolognese dunque anche nella fascia territoriale di nostro interesse, cioè la bassa montana: Tolè, S.Lucia, Rocca di Roffeno, Castel d’Aiano. Sasso Molare e Gaggio Montano, e alta collina, nei territori adiacenti al comune di Valsamoggia.
E’ una pianta longeva, alta fino a 25 metri, con tronchi imponenti, chioma espansa e molto ramificata, le foglie sono caduche colore verde intenso e lucide. Predilige terreni profondi, leggeri, permeabili, ricchi di elementi nutritivi, con pH. Tendenzialmente acido, non sopporta i terreni pesanti e mal drenati). pur sopportando gli inverni molto freddi e necessità, lo stesso, di tanta luce solare.

Ciclo produttivo:

Il frutto è rappresentato da una noce detta “castagna” (di cui parliamo) la quale è interamente rivestita da una cupola spinosa, detta “riccio”.

Consumi e altri usi. Oltre che degustarla a fresco, come un spuntino autunnale, la si può cucinare (caldarroste o contorno di accompagnamento) oppure utilizzarla per la produzione di farina, in tal caso verrà nuovamente trasformata come dolce, uno dei più apprezzati nella cucina di montagna è proprio il castagnaccio.

- Polenta di castagne
- Ultima curiosità ma non per importanza…vengono apprezzate anche dai camminatori e gli hobbysti di foliage, che nella stagione autunnale si incamminano nei boschi circondati dai colori accesi e avvolgenti tipici stagionale autunnale.
