Geosito 34

Bacini Calanchivi del Vulpazza e del Merdone

Il complesso dei bacini calanchivi del rio Vulpazza e del rio Merdone, posto a cavallo dei territori di Savignano sul Panaro e Castello di Serravalle (Comune di Valsamoggia), è indiviudato dalla Regione Emilia Romagna come geosito di interesse locale, e registrato al n. 34 del catasto regionale dei Geositi istituito con DGR n. 1302/2016 in applicazione della L. R. n. 9/2006 recante: “Norme per la conservazione e la valorizzazione della geodiversità in Emilia Romagne e attività ad esso collegate”.

Il Comune di Savignano sul Panaro, congiuntamente al Comune di Valsamoggia, in adesione al bando promosso con DGR 1949/2019, ha presentato alla Regione istanza di finanziamento di un progetto di valorizzazione del Geosito, che prevede la riapertura della vecchia strada vicinale che collega via Mostino, a Savignano sul Panaro, a via Rio d’Orzo, in territorio di Castello di Serravalle, attraverso la località Bottazzone.

Il percorso consente la valorizzazione del geosito dal punto di vista divulgativo e didattico.

Esso costituisce un punto privilegiato di osservazione di molte peculiarità naturali, storiche e paesaggistiche del nostro territorio .

INFORMAZIONI TECNICHE:

  • Lunghezza XXXX

  • Dislivello + / – XXXX

Descrizione

La valle del rio Vulpazza è una incisione secondaria del bacino idrografico del rio d’Orzo, affluente di destra del fiume Panaro, mentre il rio Merdone è un piccolo affluente in destra Panaro. Le due vallecole sono caratterizzate da bacini calanchivi che coprono la quasi totalità del loro sviluppo, e sono a contatto tra loro tramite uno stretto spartiacque, a cavallo del quale corre il limite amministrativo delle province di Bologna e Modena. Vi affiora una interessante e complessa situazione strutturale che vede implicati i materiali argillosi delle liguridi, le arenarie e le argille plioceniche.

Il lato settentrionale del bacino del rio Vulpazza presenta una morfologia molto più accidentata e tormentata, con profonde incisioni calanchive separate da creste ripide e sottili.

La testata della valle è costituita da un crinale molto sottile (in alcuni casi largo non più di poche decine di centimetri) da cui si staccano versanti molto ripidi.

Nel settore meridionale della valle del rio Vulpazza è presente un significativo anfiteatro, presso la cavedagna che porta alla località Casa Bottazzone, dove si esprime la estrema complessità geologico-strutturale: le “Argille Scagliose” cretacee e quelle plioceniche sono a contatto tramite un accavallamento che porta le prime sulle seconde. In questo punto il bacino del rio Vulpazza si presenta in avanzata fase di ricolonizzazione vegetale, mentre solamente in corrispondenza dell’affioramento delle “Argille Scagliose” si osserva la presenza di piccole frane di tipo rotazionale con evoluzione in colata, che creano frequenti lacerazioni della cotica erbosa.

Approfondimento

I termini pliocenici, come già ricordato, sono quelli maggiormente rappresentati nell’area e si trovano nella porzione meridionale dei bacini calanchivi, separati dalle “Argille Scagliose” da un contatto di tipo tettonico, marcato dalla presenza di una fascia di intensa deformazione. In particolare il contatto tra le due unità può essere facilmente osservato in corrispondenza del margine meridionale della testata del rio Vulpazza ed ancor meglio a monte della località Cà Fornace (nella valle del rio Merdone), dove i materiali delle “Argille Scagliose” sovrastano il pliocene tramite una superficie di sovrascorrimento vergente a sud est ed inclinata di 25° circa.

La stratificazione dei materiali pliocenici risente della presenza di questo contatto presentandosi con giacitura media di 120° N, immersione a NE con inclinazione variabile da 30 a 45°. Il valore di inclinazione diminuisce rapidamente allontanandosi dalla zona di contatto fino ad assumere valori intorno ai 15°. Questo comportamento e questo assetto sono verificabili anche nelle zone limitrofe alla valle del rio Vulpazza (struttura di Monteveglio) e caratterizzano sempre il contatto tra “Argille Scagliose” e Pliocene.

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